Idee & Progetti bio

Perchè bio?

In biometeorologia si misurano parametri quali temperatura e umidità nei luoghi all'aperto dove l'uomo trascorre abitualmente la maggior parte del suo tempo. Dato che la popolazione del nostro pianeta vive oggi prevalentemente in città questo tipo di studi vengono condotti con rilevamenti in ambienti urbani escludendo dunque aeroporti e campagne, luoghi invece presi in considerazione rispettivamente da meteorologia aeronautica e agrometeorologia. All'interno della città la biometeorologia esclude poi i tetti delle case o i terrazzi degli edifici, sedi predilette invece dalla meteorologia amatoriale o semi-professionale. Ciò non toglie che data l'urbanità dei luoghi scelti l'altezza dal suolo sia comunque sempre superiore ai 2 m.

Nel nostro caso, confinante con un animatissimo angolo stradale della città, lo spazio urbano che ospita l'installazione meteo invita poi a coniugare l'osservazione sia con il tentativo di studiare l'influenza dell'urbanizzazione e dell'inquinamento sui valori meteorologici e sulla salute dell'uomo sia con l'approfondimento della relazione esistente tra questi ultimi, anche attraverso il calcolo degli ormai consueti indici di disagio corporeo, uno su tutti la temperatura percepita.

Data poi l'esposizione diretta al traffico automobilistico, nei periodi di regime anticiclonico o quando programmato interessante è anche l'analisi delle differenze di temperatura tra giorni con stop del traffico per divieto della circolazione dei veicoli e giorni di normale traffico: il sito in cui si svolgono le osservazioni si trova infatti all'interno della cosiddetta "fascia verde". Ma anche comparando quotidianamente le temperature locali con quelle del centro storico dove invece sono in vigore le ben più efficaci zone a traffico limitato (ZTL) potrebbero emergere delle differenze interessanti.

Il sito dei rilevamenti bio si trova in pratica lungo il tracciato della ormai consueta Maratona di Roma per cui si possono misurare o prevedere i valori di umidità e temperatura che gli atleti trovano al passaggio in quel punto del percorso che corrisponde alla punta meridionale del tracciato.

Infine nei mesi invernali data la prossimità del sensore termo-igro alla sede stradale e ai corrispondenti tratti di marciapiede utili informazioni si potrebbero ricavare per prevedere valori di temperatura notturna tali da risultare un pericolo imminente per le persone senza fissa dimora esposte direttamente ai rigori della notte in modo da poter allertare gli enti competenti in materia di fornitura di ricoveri notturni per senzatetto.

"Lavori in corso": progetto sensore semi-schermato per rilevamento valori diurni

Nel tempo già trascorso dall'installazione del sensore a schermatura bio si è potuto osservare una certa difficoltà dei valori notturni di temperatura a scendere con decisione, tanto che raramente in inverno questi si approssimano allo zero.

Un'ipotesi che potrebbe contribuire a spiegare l'andamento "esuberante" della temperatura notturna nel luogo considerato l'hanno offerta gli scavi realizzati in occasione di recenti lavori stradali: è venuto alla luce un monolite sotterraneo di cemento lungo circa 4 metri e di altezza e larghezza sconosciute situato a breve distanza dalla sede delle rilevazioni. Come tutti sanno il cemento rilascia nottetempo il calore accumulato di giorno andando ad alterare localmente la temperatura dello strato d’aria a contatto con esso.

Per ovviare al problema suddetto e superare al contempo le difficoltà nella rilevazione dei valori diurni di temperatura ed umidità dovute alle sovra/sottostime causate in determinate ore del giorno dalla schermatura naturale si è progettato: 1) lo spostamento di un metro più in basso dell'attuale termo-igrometro da destinare alla sola rilevazione dei valori notturni; 2) l'installazione di un secondo sensore a 4 m schermato da una mini capannina di legno aperta su due lati, semiaperta su un terzo e protetta da un pannello di plastica dotato di prese d'aria su un quarto lato (quello da esporre a nord) per rilevare i soli valori diurni.

La scelta tecnica di non verniciare di bianco la mini capannina si deve in parte allo spessore massiccio delle pareti, ma essenzialmente al fatto che essa verrà parimenti a trovarsi sotto la schermatura del sempreverde che si stima efficace di per sé già all'80-85%. Si è ritenuto sufficiente verniciare di verde la facciata superiore del tetto dello schermo, per tutto il resto della struttura (interno compreso) si sono scelti tinta e motivo mimetici.

Per la costruzione del braccetto di sostegno e poi dello schermo del termo-igrometro si è utilizzato legno di abete in prevalenza e viti da legno. Ciascun pezzo è stato trattato con impregnante per legno e nel caso dello schermo sono state impiegate vernici sintetiche ad acqua. Per ottenere l'effetto mimetico delle pareti le vernici sono state date usando delle mascherine, una per ciascun colore.  

Nel complesso si sono rese necessarie una serie di lavorazioni e di tecniche e una conseguente serie di strumenti che hanno portato alla costituzione di un piccolo laboratorio.