Amici dell'Atmosfera, "amarcord"

Origini e attività, brevi cenni

La prima riunione informale dell'Associazione Amici dell'Atmosfera si tenne presso il pontificio oratorio della Basilica di S. Paolo a Roma il 6 giugno 1995. Dopo l'atto costitutivo del 1996 le assemblee dei soci si svolsero con cadenza quadrimestrale nella sala convegni della parrocchia di Santa Galla (Circonvallazione Ostiense).

L'associazione tra il 1996 ed il 2001 sviluppò una serie di attività nel campo della meteorologia e dell'ambiente tra le quali spiccano l'installazione di una stazione meteorologica di tipo tradizionale all'interno del Bioparco di Roma, la redazione di "Atmosfera" un periodico nel quale comparivano tra le altre cose i dati della rete meteorologica amatoriale e la creazione di numerose pubblicazioni di cultura meteorologica o monografiche sugli eventi atmosferici più caratteristici o rilevanti del clima locale. Ogni anno poi per facilitarne la consultazione i dati meteo regionali e nazionali venivano raccolti e pubblicati in un annuario.

Presieduta dal meteorologo Guido Caroselli e diretta da un coordinatore scientifico, l'associazione nel corso degli anni arrivò a contare più di un centinaio fra soci e simpatizzanti di ogni parte d'Italia (tra i quali anche il futuro fondatore de ILMETEO.it) tanto che si rese necessaria la costituzione di sedi periferiche: nacquero così una sezione settentrionale a Seregno (MI) ed una meridionale a Potenza gestite direttamente dagli associati locali.

Il contributo alla conoscenza dell'"isola di calore"

Come detto l'associazione oggi non è più operante. C'è però qualcosa che è rimasto, un lascito, una piccola eredità consistente nel contributo che il suo consigliere scientifico E. Paci ha dato allo studio e alla conoscenza delle dinamiche dell'isola di calore urbana attraverso l'osservazione dei dati forniti dalla stazione meteo del Bioparco di Roma- Villa Borghese (posta a 65 m SLM). Per circa un anno (da settembre 1997) infatti il termoigrografo collocato all'interno della capannina meteorologica ha tracciato l'andamento di temperatura e umidità del sito e la comparazione di tali dati con quelli delle stazioni ufficiali aeroportuali e di quelle amatoriali extraurbane della rete meteo dell'associazione ha portato a concludere che l'effetto "isola di calore" si abbatte già a circa 200 metri all'interno di aree verdi di certe dimensioni fino praticamente ad annullarsi in prossimità del centro delle stesse per cui sarebbe più corretto parlare di micro "isole di calore" in cui la prima si articola e fraziona.

In altri termini e citando le parole dell'autore della ricerca l'effetto di "isola di calore", così ampiamente invocato nei convegni sul clima urbano, si ferma a 200 m dai palazzi e dalle strade trafficate; l'isola insomma non è quella enorme bolla di aria calda che si estende fino a decine di km dal centro storico - per es. fino al raccordo anulare - ma un semplice effetto locale, misurabile in qualunque strada centrale o piazza o condominio, dovuto all'effetto combinato del cemento e dell'asfalto (accumulatori di calore d'estate), degli impianti di riscaldamento e del traffico automobilistico: l'effetto insomma che fa sì che un termometro posto in balcone registri alcuni gradi in più di quello posto in capannina su prato erboso. 

Vecchie foto, lavori e documenti

  • Foto del primo incontro 17/06/1995
  • Progetto "Parchi & Atmosfera" (copertina)
  • "Agenda meteorologica"
  • Bollettino mensile dei dati
  • Annuario dei dati
  • Brochure (front)
  • Brochure (back)
  • Giornalino
  • La capannina del Bioparco in una rara immagine
  • 15/09/1996 Vetta Sassatelli (2218m): temperatura 4°
  • Prati di Tivo (TE) aprile 1997
  • Tessera socio (retro)