Argentina 2006

Arrivo a Buenos Aires: giorni di acclimatamento

Il nostro volo atterra all'aeroporto di Ezeiza il 17 gennaio 2006. La giornata qui è splendida, un po' calda, ma appena messo piede fuori dall'aerostazione le sensazioni e gli odori sono quelli piacevoli dell'estate. Il tragitto in taxi fino al centro città è di circa 30 km. Alloggiamo all'hotel Concord. In questa foto mi trovo nella centralissima e commerciale Calle Lavalle dove si esibiscono sempre artisti di strada.

Di certo non poteva mancare uno scatto che ritrae la celebre "Casa Rosada" nel cuore di Buenos Aires in una assolata giornata estiva.

Durante i 4 giorni di permanenza il tempo è generalmente buono con tanto sole e temperatura mai superiore a 30°. Un episodio di pioggia avvenuto per fortuna durante la notte fa sì che la temperatura si mantenga infatti gradevole.

Cronache dalla "fine del mondo": assaggi di clima continentale secco e di lago

Un pullman delle linee "Via Bariloche" con un viaggio di 1400 km ci porta nella Patagonia argentina nella provincia di Neuquen dove è pronta a ospitarci la chacra dello zio Renato nel paese di Picun Leufù, 390 m slm. Qui di giorno l'aria è molto secca ed elettrica e la temperatura è elevata. Nel primo pomeriggio si arriva facilmente a 35°C  e il paesaggio assolato è solcato dal volo di qualche corvo. Di sera in compenso si sta bene e di notte ci si copre con una coperta leggera. 

La chacra è dotata di un bellissimo frutteto dove un giorno con l'ausilio di vecchie scale di legno andiamo a cogliere mele e pesche che stavolta invece di essere vendute saranno donate. C'è poi un piccolo allevamento di animali. Ci sono anche dei cavalli. Lo zio mi fa montare sulla cavalla più docile e così mi faccio un giro per i terreni della chacra delimitati e protetti dal vento dai tipici "alamos".

A mitigare la calura estiva c'è il grande lago artificiale E. Ramos Mexia. Facendo un paragone si tratta di un bacino d'acqua dolce la cui superficie ha un'estensione non di molto inferiore a quella della provincia di Roma.

Durante tutto il soggiorno il tempo è ottimo e stabile con il cielo quasi sempre sereno. Solo un pomeriggio il cielo si copre e assistiamo ad un timido tentativo di pioggia che si risolve in una breve pioviggine.

La foto a lato ritrae la stazione dei pullman che collegano il paese con il capoluogo Neuquen, distante 130 km circa. Oggi infatti si va in città a fare shopping.

Un'immagine di un trafficato incrocio del centro di Neuquen nei pressi di un sconfinato ipermercato della catena "Norte". 

A fine gennaio come programmato al nostro arrivo a Picun, prendiamo un pulmann con destinazione San Carlos de Bariloche nella provincia patagonica di Rio Negro e sulle rive dello splendido lago omonimo. Qui il clima è assai più gradevole: di giorno non si superano i 30°C e le notti sono addolcite dalla presenza del grande lago glaciale. Alloggiamo presso un bellissimo ostello della catena Tango Inn.

A San Carlos de Bariloche il paesaggio è tipicamente alpino (alcune cime andine sono anche innevate) e si respira un'atmosfera internazionale. La città, ci dicono, ospita anche molti collegi ed è meta di studenti provenienti da tutte le province argentine che svolgono qui i loro studi avendo altresì la possibilità di scegliere tra una vasta gamma di attività sportive e di evasione. Infine la città è un fiorire di pasticcerie e cioccolaterie, e per strada è facile imbattersi in venditori ambulanti che offrono frutti di bosco, uno su tutti la "frambuesa de El Bolson".

A inizio febbraio siamo di ritorno a Picun. Qui è come se il tempo si fosse fermato. Le strade sono ancora sterrate, gli edifici sono alti al massimo 2 piani e siamo lontani anni luce dal lusso ostentato dalle vetrine delle vie commerciali di Buenos Aires. Trascorriamo un'altra decina di giorni nella "chacra" prima di riprendere il pullman che ci riporterà a Buenos Aires (dove alloggeremo all'ostello Recoleta) e da lì il volo per l'Italia.