Studi e applicazioni di meteorologia dei "canyon stradali"

Due stazioni vicine e diverse ma con una vocazione comune e unite da un'antica strada romana

Il primo passo verso la concezione di una meteorologia non convenzionale o se si preferisce eterodossa risale al gennaio 2003 quando è stata fatta la scelta di aumentare la distanza tra la sede delle rilevazioni e le pareti dagli edifici circostanti e di avvicinare gli strumenti meteo (che prima erano in finestra) in maniera importante allo spazio più aperto rappresentato dalla strada e dai suoi annessi in un ambiente misto fatto di asfalto (tanto) e di verde (poco). Il risultato ultimo e per certi versi estremo di questo processo (per un approfondimento si rimanda alle altre pagine di questa sezione) è stato il posizionamento nel 2014 di un sensore all'interno della chioma di un albero d'arredo urbano ubicato a pochi metri dalla sede stradale nei pressi del cosiddetto "Ponticello" del quartiere Ostiense.

A partire dallo stesso anno 2014, a scopo comparazione di valori, si è iniziato a monitorare i dati di una stazione professionale preesistente (appartenente alla rete Wunderground) installata (a norma?) sul tetto di una palazzina del tratto extraurbano della Via Ostiense che dista circa 400 m dal suddetto sensore. A questo punto però ci si è chiesti come inserire in un progetto-studio sulle condizioni climatiche dei cosiddetti "canyon stradali" (nell'ambito del fenomeno dell' "isola di calore urbana") i valori di quest'altra stazione? Va detto che le due stazioni hanno in comune una caratteristica importante: la prossimità ad una sede stradale altamente trafficata in due punti successivi del suo percorso (nella foto a lato evidenziati rispettivamente in verde ed in rosso). Ciò a parte uno studio comparato è interessante in realtà proprio perchè le due stazioni si trovano in due punti della Via Ostiense ricadenti in due diversi tratti stradali, uno urbano e l'altro extraurbano, per cui l'obiettivo è divenuto soprattutto quello di determinare la differenza di temperatura e umidità tra l'ambiente urbano in piena "isola di calore" e quello extraurbano sul margine della canopia urbana. 

Cenni di morfologia del territorio

Ci troviamo nel quartiere Ostiense del Municipio Roma VIII a circa 4 km dal centro storico e 2 dal quartiere dell'EUR; il paesaggio urbano è quello altamente cementificato della piana alluvionale del Tevere nell'area compresa tra l'ansa del fiume che prende il nome di Valco S. Paolo e le modeste alture sulla sinistra della via Ostiense che digradano dall'Appia Antica una delle quali è la cosiddetta Montagnola...

Il territorio, densamente edificato e urbanizzato, è attraversato da due importanti e trafficate arterie stradali quali Viale G. Marconi e Via C. Colombo e da 2 strade provinciali quali la Via Ostiense e la Via Laurentina. Le uniche aree verdi degna di menzione sono costiuite dal parco "G. Sbragia" lungo la Via C. Colombo, conosciuto meglio come "Parco FAO" e dal parco "I. Schuster" presso la basilica di S. Paolo.

Storia e arte della Basilica di S. Paolo fuori le Mura, cenni

Sulla via Ostiense a circa due km da Porta S. Paolo sorge la Basilica di San Paolo Fuori le Mura, eretta sulla tomba dell'apostolo Paolo e posta in una zona cimiteriale, parzialmente riscavata (Sepolcreto Ostiense). La basilica rimase la più grande di Roma prima della costruzione di S. Pietro. Fondata da Costantino, venne accresciuta da Valentiniano II rivolgendola verso il Tevere e poi da Teodisio e da Onorio. Fu semidistrutta da un incendio nel 1823 e rifatta secondo la pianta antica. Sul piazzale dell'ingresso laterale si erge il campanile del tutto staccato, ideato come un faro a tre ordini. Precede la basilica un gelido e maestoso quadriportico, retto da una selva di colonne corinzie di granito. Al suo centro è stata collocata una corrucciata statua di S. Paolo che brandisce la spada.

Dal lato che funge da nartece si leva la facciata a timpano con tre finestre a centina e rivestita di ottocenteschi mosaici luminosi. Cinque porte immettono nelle altrettante navate dell'interno. Quella centrale, in bronzo con luminosi inserti d'argento venne collocata nel 1931 e in essa vi sono rappresentate scene della vita degli apostoli. La porta intermedia a destra è la Porta Santa giubilare che reca elementi della antica porta di bronzo proveniente da Costantinopoli danneggiata dall'incendio. Il chiostro è, con quello di S. Giovanni, il più importante fra i molti chiostri romani, oasi di tranquillità ed esempi di serena bellezza (tratto da "Vedere e capire Roma" di A. Ravaglioli ed "Roma Centro Storico" 1985).