Carnia -Cadore 2017

Itinerari, sentieri e visite da Forni Avoltri (UD) e da Sappada (BL)

2 settembre. Il nostro gruppo anche quest'anno alloggia all'Hotel Miravalle di Forni Avoltri (888 m) dove la temperatura minima della notte è stata di 13,9° con umidità max 76%. La foto ritrae una veduta dal rifugio Forcella di Zovo (1606 m) nella vicina Valvisdende. Temperatura al rifugio di 17,5° alle 13:20 tempo variabile, pioggia a tratti che ci costringe a rientrare in albergo prima del previsto. Piove poi moderatamente per tutta la sera e parte della notte con progressiva diminuzione della temperatura e neve sulle cime del circondario.

3 settembre. Ci svegliamo con condizioni meteo decisamente migliorate, ma per conseguenza temperatura minima più bassa rispetto al giorno prima: 9,6° con UR max 79%.

Con un lungo tragitto in pulmino raggiungiamo Misurina e le pendici dei Cadini. Attraverso i sentieri 115, 117 e 118 uno dei quali conduce al rifugio Fonda Savio saliamo a fatica fin sulla Forcella del Diavolo (2380 m) trovando neve a terra del giorno prima già da quota 2000-2100 m. Sul valico ci sono 15-20 cm di neve fresca con calma di vento o quasi, cosa insolita per essere le 18-24 ore successive a una precipitazione. In foto la testa del gruppo ha appena iniziato la insidiosa discesa.

4 settembre. Lasciato l'hotel (T min 8,2° UR max 83%) anche questa volta vogliamo far visita al rifugio P. F. Calvi (con pernotto) anche se lo raggiungiamo per la strada invece che per il "Sentiero delle Marmotte". Qui nel pomeriggio alle ore 15:45 il termometro del rifugio segna 9 °C, mentre la mattina seguente alle 8:00 ne segna 6°.

5 settembre. Al rifugio Calvi alle 8:00 di mattina ci dicono che il termometro del rifugio segna ancora 6 gradi. Alcuni di noi si cimentano nella difficile ferrata del M. Chiadenis (ripristino cammini di guerra) di cui raggiungiamo quasi la vetta (2450 m) affrontando anche le insidie di una sottilissima debole pioggia che rende scivolosa soprattutto la discesa. Poi un veloce pranzo in rifugio e via giù per la sterrata fino al parcheggio del pulmino. Nel pomeriggio rientriamo a Forni Avoltri dove nubi basse ci lasciano immaginare che anche qui il tempo è cambiato lasciando però forse spazio anche a un po' di sole.

6 settembre. Questa mattina al Miravalle la tempratura minima è di nuovo mite: 13,0° con UR max 74%. Dopo le fatiche dei giorni precedenti ci vogliamo concerdere una camminata riposante. Ci dirigiamo verso Sappada (1217 m) e da lì imbocchiamo per un breve tratto il sentiero n° 318 che conduce al Passo Elbel e al Rifugio De Gasperi.

7 settembre. L'ultimo giorno della nostra permanenza ci svegliamo con una temperatura ancor più mite: nella notte non è infatti scesa sotto i 14,0°C con una umidità max dell'84%. Dopo la mattinata in falesia andiamo a visitare la ex miniera di carbone di Cludinico (710 m), frazione di Ovaro (UD). Per raggiungere l'imbocco della miniera bisogna scendere per 10 minuti  (e una trentina di metri di dislivello) per una ripida discesa tra boschi e ciottoli. Una volta in miniera a causa delle pioggie dei giorni precedenti possiamo scendere solo fino al primo livello di profondità che è di 637 m anche se noi scendiamo per non più di 40 m dal livello dell'info point.  Qui la temperatura è costante sui 15°C, ci vengono mostrate tra le altre cose delle formazioni di funghi sul fondo (come in foto).  All'uscita dalla miniera ricomincia a piovere e raggiunto l'hotel la nostra stazione meteo ci informa che all'hotel di Forni Avoltri la temperatura massima è stata di ben 21,3° con UR min del 53%.